MAZURKA DEL BUON VINO
testo e musica di Dal Bosco e Mancini
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Ma chi l’ha detto
che del buon vino
bisogna bere solo un bicchierino?
Pranzo e cena
senza strafare
non mi posso più ubriacare...


O mio fiaschetto
dove ti metto?
Ti nascondo anche sotto il letto.
Io ti voglio sempre vicino,
o mio buon caro amico vino.

Rossi, bianchi, fermi o frizzanti,
vi voglio bere tutti quanti!

Se son burlone, bevo Amarone.
Se son contento, bevo Cilento.
Sono stressato, bevo Moscato.
Son birichino, un Fragolino.
Mi sento bello, bevo Brunello.
Sono sfinito, bevo un Passito.
Ma se mi sento più cortese,
prediligo un Sangiovese.

Se son birbante, bevo Spumante.
Se son pignolo, bevo Barolo.
Mi sento sano, bevo Trebbiano.
Son malandrino, un Bardolino.
Se ho litigato con la ragazza,
mi consolo con la Vernazza.
Poi me ne vado da Gabriella,
che mi offrirà un Valpolicella.

Ma chi l’ha detto
che del buon vino
bisogna bere solo un bicchierino?
Pranzo e cena
senza strafare
non mi posso più ubriacare.
O mio fiaschetto
dove ti metto?
Ti nascondo anche sotto il letto.
Io ti voglio sempre vicino,
mio buon caro amico vino.

 



BEVE' BEVE' COMPARE

successo di Orietta Berti

musica e video su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=BE0NNdgn7sM

Bevè bevè compare seno ve mazzerò.
Piuttost che me mazzèghe mi tuto l’beverò.
E ‘ntant che l’beverà noi canterem la bum-ba-ba,
labum-ba-ba, labum-ba-ba.
Mi ho bevuto tuto e non m’ha fatto mal.
L’acqua fa male, il vino fa cantare,
questa è la regola che insegnano gli sguisseri,
alzano il gomito e vuotano il bicchier.
L’acqua fa male, il vino fa cantare.

Bevevano i nostri padri? Sì.
Bevevano le nostre madri? Sì.
E noi che figli siamo beviam, beviam beviamo,
e noi che figli siamo beviam beviam beviam:
del bianco Moscatello, del nero Marzemin.
Se ne avessi un botticello ne vorrei veder la fin.
Se ne avessi un botticello ne vorrei veder la fin.

Bevevano i nostri padri? Sì.
Bevevano le nostre madri? Sì.
E noi che figli siamo beviam, beviam beviamo,
e noi che figli siamo beviam beviam beviam:
del bianco Moscatello, del nero Marzemin.
Se ne avessi un botticello ne vorrei veder la fin.
Se ne avessi un botticello ne vorrei veder la fin
chi l’ha detto

Bevè bevè compare seno ve mazzerò.
Piuttost che me mazzèghe mi tuto l’beverò.
E ‘ntant che l’beverà noi canterem la bum-ba-ba,
labum-ba-ba, labum-ba-ba.
Mi ho bevuto tuto e non m’ha fatto mal.
L’acqua fa male, il vino fa cantare,
questa è la regola che insegnano gli sguisseri,
alzano il gomito e vuotano il bicchier.
L’acqua fa male, il vino fa cantare.

Bevevano i nostri padri? Sì.
Bevevano le nostre madri? Sì.
E noi che figli siamo beviam, beviam beviamo,
e noi che figli siamo beviam beviam beviam:
del bianco Moscatello, del nero Marzemin.
Se ne avessi un botticello ne vorrei veder la fin.
Se ne avessi un botticello ne vorrei veder la fin.

Bevevano i nostri padri? Sì.
Bevevano le nostre madri? Sì.
E noi che figli siamo beviam, beviam beviamo,
e noi che figli siamo beviam beviam beviam:
del bianco Moscatello, del nero Marzemin.
Se ne avessi un botticello ne vorrei veder la fin.
Se ne avessi un botticello ne vorrei veder la fin.



LA SBORNIA

testo e musica dei Gufi

musica e video su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=lLB-ohjiiqk

E buttalo giù con una spinta
poi vedrai che bella festa
la medicina del mondo in rovina
vai tranquillo è questa qua.

Galbusera
quando beve barbera
fa lo slalom coi lampioni
a schivarli tutti quanti son buoni
lui invece li sbatte giù.

Sua cugina beve solo benzina
e poi parte come un razzo
ora a Monza sta girando da un pezzo
chissà quando si fermerà.

E trinca trinca trinca...

Beatrice
usa la lavatrice
suo marito gliel'ha comprata
e quando beve ha la sbronza frenata
fatto il pieno si ferma li.

Il cognato
che beveva moscato
s'è inciuccato assieme al Marco
li han trovati seduti nel parco
a progettare rivoluzion.

E trinca trinca trinca...

Poi c'è Amleto che vuol bere in segreto
e si mette a recitare
essere sbronzo
o non essere sbronzo?
Ma il dubbio atroce gli resterà.

Rossi Antonia
beve solo colonia
lei è un tipo sofisticato
e il suo singhiozzo
è così profumato
che diventa un fatto snob.

E trinca trinca trinca...

Mariarosa
ha la sbronza amorosa
ogni fiasco un fidanzato
se cambia vino l'ha bello e scordato
e mai nessuno la sposerà.

Se il nonnino
beve un buon grignolino
sente il suono delle campane
quindi sogna
le sbronze serene
che verranno nell'aldilà.

E trinca trinca trinca...



‘NA GITA A LI CASTELLI

testo di Franco Silvestri

musica e video su YoiTube: http://www.youtube.com/watch?v=Yyx0XsSt7ck

Guarda che sole
ch'è sortito Nannì
che profumo de rose
de garofani e pansè.
Come tutto un paradiso
li Castelli so' accosì.
Guarda Frascati
ch'è tutto un sorriso
'na delizia, n'amore,
'na bellezza da incanta'.

Lo vedi, ecco Marino
la sagra c'è dell'uva
fontane che danno vino
quant'abbondanza c'è.
Appresso vi è Genzano
cor pittoresco Albano
su viett'a diverti'
Nannì Nannì.

Là c'è l'Ariccia
più giù c'è Castello
ch'è davvero un goiello
co' quel lago da incanta'.
E de fravole 'n profumo
solo a Nemi poi senti'.
Sotto quel lago
un mistero ce sta
de Tibberio le navi
con l'antica civiltà.

So meyo de la sciampagna
li vini de 'ste vigne
ce fanno la cuccagna
dar tempo de Noè.
Li prati a tutto spiano
so' frutte, vigne e grano
s'annamo a mette lì
Nannì, Nannì.

È sera e già le stelle
te fanno un manto d'oro
e le velletranelle
se mettono a canta'
se sente 'no stornello
risponde un ritornello
che coro vie' a senti'
Nannì, Nannì.



LITANIA DEL VINO

Adamo ed Eva nel peccato
Parapon zopon zipon
eran sotto un pergolato
Parapon zopon zipon
Per un grappolo rubato
il buon Abele fu ammazzato
Daghe da be' biondina
Daghe da be' bionda.

Era scritto nel Vangelo,
chi non beve non va in cielo.
era scritto nel Vangelo
chi non beve non va in cielo.

E lo disse il Padre eterno:
chi non beve va all'inferno.
Ogni dì Gesù bambino
si gustava il suo grappino.

Profetò Sant'Isaia
che il vin buono fa allegria,
quanto più vino si scolava
tanto più David cantava.

S. Ambrogio da Milano
predicava col fiasco in mano.
Ed un buon bicchier di vino
convertì S. Agostino.

E la Santa Caterina
meditava giù in cantina.
San Luigi da bambino
niente latte solo vino.

San Francesco in su la Verna
ne teneva una cisterna.
Ed il vino a Santa Vera
arrivava in petroliera.

Predicava San Modesto
"beve ben chi beve lesto".
Lo diceva anche San Biagio
"beve mal chi beve adagio".

Predicava San Camillo
"non è male essere brillo"
nella messa i santi vecchi
come ampolle usavan secchi.

A ogni ora San Severo
bevve vino e vino nero
si racconta che una notte
ne scolò quasi una botte.

Lo trovarono al mattino
ubriaco dentro a un tino
lo portarono sul letto
quasi morto poveretto.

Si svegliò sul mezzogiorno
e in cantina fe' ritorno
anche prima di morire
chiese vin per digerire.

Con Giovanni Crisostomo
l'osteria diventa un duomo
San Giovanni Calasanzio
ne beveva a crepapanzio.

Ricordiam San Nicolò
che nel vino s'annegò.
Sant'Ignazio di Loyola
si sbronzò di Coca-Cola.

E la Santa Sinforosa
bevve vino senza posa.
E la Santa Berenice
beve molto e non lo dice.

Pel deserto son partiti
Sant'Antonio e gli eremiti.
Han riempito di vinello
fin le gobbe del cammello.

Ed il vescovo ed il clero
bevon solo vin sincero.
E la madre superiora
fa una sbronza ad ogni ora.

Ed in ciel ogni angioletto
beve vino e vino schietto.
Ed insieme a tutti i santi
fanno brindisi col Chianti.

Anche il diavolo all'inferno
se ne beve uno squanterno
ed insieme ai condannati
fa baldoria col Frascati.

Tutti i frati della trappa
niente vino, solo grappa.
Con 'na botte di Barbera
si ritirano in preghiera.

Ogni suora di clausura
porta il fiasco alla cintura
e le loro superiore
sono sbronze a tutte l'ore.

tra i canti
vuol le litanie dei santi,
ma tra i "santi" è poi palese
preferisce il San Giovese.


(Selezione di Vino Arte Poesia)