Non basta dire Barbera

Te ne intendi di vino? Non puoi allora dire solo: “Barbera”. Perché? Lo spiega lo scrittore Mario Soldati in «Vino al vino», un classico. della letteratura enologica.

«In un vino, “il nome” come la grandissima maggioranza degli italiani lo intendono e lo conoscono, e cioè il semplice nome di una parola sola (per esempio, Barbera) ... - LEGGI TUTTO

Un sorso al giorno ...

«La forza sconvolgente del vino penetra l’uomo e nelle vene sparge e distribuisce l’ardore».
(Tito Lucrezio Caro, poeta latino, 98/96-55/53 a.C.)

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Ha radici lontane il vin brulé, compagno piacevole di tante serate fredde. E' sempre più diffuso per alleviare il rigore delle gelide giornate invernali, ma le caratteristiche di base sono sempre le stesse: vino, spezie e zucchero, che con la cottura prendono il caratteristico sapore.

Già nell’antichità il vino veniva arricchito con le spezie e dolcificato con il miele. Nell'antica Roma  vino e miele erano un abbinamento consueto e spesso si aggiungevano anche alloro, pepe, zafferano e datteri: era il cosiddetto conditum paradoxum, perché gli ingredienti si conservavano dopo la cottura. Nel Medioevo si preparava un vino con spezie molto simile nel sapore al nostro vin brulé, che però veniva bevuto freddo ...

Nei secoli successivi è stato un costante compagno di gelide giornate.

Il vin brulé (vino bruciato in francese, mulled wine in inglese, Glühwein in tedesco) si è diffuso soprattutto nelle località alpine e nei paesi freddi, ma poi si è esteso anche in altri continenti. La sua preparazione ha come elemento fondamentale un vino rosso da tavola corposo, ma in alcune località alpine si utilizza anche il vino bianco. Non mancano varianti locali anche in Italia, come il bisò romagnolo, preparato con il Sangiovese. Cannella, chiodi di garofano e buccia di limone sono sempre utilizzati, ma talora si aggiungono mela, anice stellato, qualche spicchio di mandarino. La cottura deve avvenire lentamente, per evitare la scomposizione degli zuccheri che potrebbe essere nociva. La cottura a fiamma elevata può far sprigionare la fiamma dall’alcol, fiamma che alla fine viene provocata per creare un suggestivo effetto e bruciare l’alcol. Il tenore alcolico è comunque modesto, anche se si parte da un buon vino fra gli 11 e i 14 gradi, perché il calore fa evaporare l’alcol etilico.

Il vin brulé si beve spesso in compagnia, particolarmente in alcune occasioni festose, come durante i mercatini prenatalizi, la notte di Natale dopo la Messa di mezzanotte, a Carnevale e in allegre compagnie. La convivialità è un elemento caratteristico del vin brulé, che alla difesa contro il freddo unisce il sapore di una piacevole bevanda ristoratrice. (Felice d’Adamo)

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Come preparare un buon vin brulé

Una ricetta comune per la preparazione del vin brulé prevede, come ingredienti, un litro di vino rosso corposo, 200 grammi di zucchero, mezza noce moscata grattugiata al momento, due stecche di cannella, otto chiodi di garofano, un limone e un’arancia non trattati. In un tegame d’acciaio piuttosto largo si mettono lo zucchero e gli ingredienti, aggiungendo le scorze degli agrumi (c’è chi unisce anche una mela senza torsolo affettata a rondelle sottili); si mescola il tutto con un cucchiaio di legno per alcuni minuti e quindi si mette sul fuoco, mescolando ancora e facendo attenzione che tutto lo zucchero si sciolga. Raggiunto il bollore, si dà fuoco al vino con un bastoncino di legno, che consente una distanza di sicurezza, e si attende che la fiamma si spenga da sola. Il vin brulé è pronto per essere servito col suo piacevole e caldo aroma speziato.

«VinoDentro» con Faust

La cultura del vino è arrivata nelle sale cinematografiche con «VinoDentro», un film di Ferdinando Vicentini Orgnani con Vincenzo Amato, Pietro Sermonti e Daniela Virgilio, con la partecipazione di Giovanna Mezzogiorno e con Lambert Wilson. Il mito di Faust incontra il mondo del vino ed è .... - LEGGI TUTTO

Le parole del vino

FRESCO - Vino lievemente alcolico, dal sentore fruttato e di gradevole acidità al gusto.

D.O.C. - Vino a Denominazione di origine controllata: vino prodotto in una ben definita zona, elaborato a norma di legge, seguendo le indicazioni del disciplinare relative ai vitigni, alla produzione per ettaro, alla potatura, al grado alcolico, ai procedimenti di vinificazione e alle qualità organolettiche.

FECCIA - Residui solidi sedimentati sul fondo della bottiglia.

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