Vino e arte in stretto legame al Museo Ermitage di San Pietroburgo e dalla Russia il binomio si estende all’Italia. Nel centro culturale più importante della Russia fino al 2019 il “vino d’onore” delle grandi cerimonie è italiano: sulle tavole delle occasioni ufficiali, a cominciare dalle celebrazioni per i 250 anni del celebre museo, c'è l’Amarone della Valpolicella di Allegrini, una delle aziende vinicole italiane più premiate al mondo. L’accordo tra la rinomata azienda veronese e l’Ermitage è stato sancito anche con la creazione ...
di una speciale etichetta: Amarone Doc per l’Hermitage. Con la fornitura di vino per le circostanze di particolare prestigio si attua una serie di iniziative scientifico-culturali, delineate in un incontro tra la rappresentante della cantina veneta, Marilisa Allegrini, e il direttore dell’Ermitage, Michail Piotrovsky.
L’Ermitage è stato progettato da architetti italiani e ha una ricca collezione di artisti del nostro paese; ora anche il vino rafforza il legame tra il centro culturale e l’Italia. Dal canto suo, Allegrini ha già un legame particolare con l’arte e la cultura, grazie alla collaborazione per una serie di eventi al Peggy Guggenheim Museum, nelle sedi sia di Venezia che di New York. L’interesse di Allegrini per l’arte si è manifestato anche con l’acquisto e il restauro della cinquecentesca Villa della Torre, il capolavoro architettonico di Giulio Romano. Molte anche le sponsorizzazioni di eventi artistici, come la mostra Paolo Veronese. L’illusione della realtà.
Il museo statale di San Pietroburgo ha stretto un accordo internazionale anche con il Comune di Venezia, dove dal 2014 alle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco si è insediato il Comitato Ermitage Italia. Le celebrazioni russe per i 250 anni dell’Ermitage sono state accompagnate dall’Amarone della Valpolicella Classico, annata 2009, di Allegrini. Molti altri eventi sono in calendario e fino al 2019 sempre sarà presente l’Amarone Doc per l’Hermitage. Continua così la tradizione della famiglia Allegrini, presente in Valpolicella fin dal XVI secolo. L’azienda veneta possiede oltre cento ettari di vigneti sulle colline dell’area classica e i vini col suo marchio sono frutto esclusivamente delle uve coltivate nei vigneti di proprietà. (Anna Ferrero)