Fontanafredda, aderente a Vino Libero - Clicca per ingrandireUna forte attenzione alla genuinità e alla naturalità ed è nata l’associazione Vino libero. Promotore dell’iniziativa è Oscar Farinetti, il creatore di Eataly e uno dei simboli dell’italianità nel mondo. A Vino libero hanno aderito inizialmente dodici produttori vinicoli e una distilleria di sette diverse regioni, che hanno scelto la filosofia produttiva mirante a una vitivinicoltura “naturale”: il progetto è di liberare la produzione di vino da diserbanti, concimi chimici e troppi solfiti, nel rispetto di un rigido disciplinare. L’impegno si estende anche al mondo che circonda il vino e mira a eliminare ...

anche mode inutili, eccessi di burocrazia e packaging inquinanti.In Piemonte hanno aderito alla nascita di Vino libero le cantine Fontanafredda, Casa E. di Mirafiore, Agricola Brandini, San Romano, Borgogno e Montanaro; in Lombardia, Monte Rossa; in Veneto, Serafini & Vidotto; in Friuli Venezia Giulia, Le vigne di Zamò; in Toscana, Certosa di Belriguardo; nelle Marche, Fulvia Tombolini; in Puglia, Masseria San Magno; in Sicilia, Calatrasi&Micciché. L’associazione Vino Libero propone un nuovo modello di agricoltura, rispondente alle esigenze di produttori e di consumatori. Tutte le aziende associate adottano scelte di coltivazione che privilegiano processi che consentono di preservare la “risorsa ambiente”, evitando il ricorso a pratiche dannose per il suolo. Obiettivi prioritari sono la salvaguardia dell’ambiente, la soddisfazione del produttore e la tutela del consumatore.
 L’associazioneche punta su una vitivinicoltura “naturale” ha messo a punto anche un chiaro manifesto per rendere il vino “libero di essere bevuto, libero di piacere”. Ed ecco il manifesto di Vino libero
Il vino è libertà
  • libero di nascere ed esprimersi in un contesto produttivo fatto di regole rigorose, ma semplici e chiare
  • libero di essere rappresentato dai tanti produttori onesti, che credono in quello che fanno, espressione consapevole di un mondo che ha le sue radici profonde nella tradizione
  • libero di esprimere i valori di una cultura materiale millenaria, dell'operosità virtuosa, e di essere motivo di riscatto dalla povertà culturale, morale e materiale che troppe volte ha caratterizzato il mondo agricolo
  • libero di rappresentare la giusta remunerazione per chi lavora, in un percorso trasparente di filiera produttiva e commerciale
  • libero dagli abusi
  • libero da un uso esasperato e sbagliato della chimica (in vigneto e in cantina)
  • libero da packaging inquinanti ed eccessivi
  • libero di ritrovarsi in equilibrio con l’ambiente e di esprimere qualità e salubrità
  • libero da informazioni parziali e tendenziose, da falsità e ipocrisie, da strumentalizzazioni
  • libero dall’eccesso di burocrazia
  • libero dai condizionamenti delle mode e dei modelli di consumo
  • libero dagli abbinamenti
  • libero dalle parole e dalle azioni delle campagne salutistiche e proibizionistiche, che lo denigrano come una minaccia per la salute, dalle diete ipocaloriche e dimagranti 
  • libero di essere bevuto. Libero di piacere.