«Vini d'Autore» con Cantina Contesa e Fante Festival

Qualcosa vi abbiamo già svelato, qualche bottiglia è volata a Dusseldorf e qualche altra invece naviga nel mare magnum del web. Al Vinitaly qualcosa in più si è visto, sta di fatto che sta ufficialmente per partire un nuovo entusiasmante progetto per la nostra cantina: il 7 Maggio vi presenteremo la nuova linea "Vini d'Autore" nata dalla collaborazione con la famiglia Fante e con il bellissimo John Fante Festival "Il dio di mio padre" che ci vedrà protagonisti nei prossimi anni.
L'evento prevede: gli interventi di Rocco Pasetti, di Giovanna Di Lello (direttrice del Festival), di Carmine Ficca (Sindaco di Torricella Pelign) e Stefano Bracci (ideatore delle nuove etichette); una "lettura con degustazione" delle due opere di Fante e dei due nuovi vini che ne prenderanno il nome; un "light-lunch", come dicono gli inglesi, per tutti gli invitati tra giornalisti e addetti ai lavori che stiamo contattando.

 

A Luigi Sarno il Premio Gambelli per enologi under 40 

E’ stato assegnato a Luigi Sarno, enologo e titolare della Cantina del Barone di Cesinali (Avellino), il Premio Giulio Gambelli 2018, riconoscimento istituito da ASET (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e IGP (blog network  “I Giovani Promettenti”) che premia ogni anno l'enologo under 40 il cui lavoro abbia al meglio incarnato l'idea di vino che fu del grande maestro del Sangiovese: rispetto ed esaltazione delle tipicità di ogni singolo vitigno, delle caratteristiche del territorio e delle peculiarità dell'annata.
Campano classe 1983, al timone dell'azienda di famiglia dal 2008, Luigi Sarno è stato scelto fra i numerosi candidati (e autocandidati) in gara da tutta la penisola per l'impronta dei suoi vini, degustati “alla cieca” nelle scorse settimane da una giuria formata da giornalisti ASET e IGP e rivelatisi più di tutti in linea con quel profilo stilistico che il Premio Gambelli vuole riconoscere e valorizzare.
La consegna del premio si è svolta a Montepulciano in occasione dell'anteprima vinicola organizzata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, alla presenza del presidente del Consorzio Piero Di Betto.
«Esprimere l’immensa gioia nel ricevere questo grandissimo riconoscimento non è semplice. Sono abituato a lavorare sempre a testa bassa - ha dichiarato Sarno durante la cerimonia di premiazione - tenendo ben saldi i piedi nella terra, il cuore alle origini e la mente aperta al futuro. Negli anni ho sempre ricercato la coerenza nei miei vini cercando di interpretare l’andamento stagionale a favore di un prodotto lineare nella sua complessità aromatica, data da tanti piccoli odori ma senza una accentuata prevalenza del varietale. Un vino rappresentativo della sua terra di origine, nitido, aggraziato ed elegante, ottenuto riducendo il più possibile interventi invasivi».
Al vincitore oltre alla targa ricordo anche un assegno da 1500 euro, possibile grazie al contributo di alcune delle aziende di cui Giulio Gambelli è stato amico e consulente: Bibbiano, Fattoria Rodàno, Il Colle, Montevertine, Ormanni e Poggio di Sotto. Restano partner del premio il Consorzio Vino Chianti Classico, il Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, il Consorzio Vino Brunello di Montalcino e il Consorzio della Denominazione di San Gimignano.

 

2018 di successo per i vini salentini di Torre Ospina 

Tempo di bilanci a Torre Ospina. Per la Guida Vinibuoni d’Italia 2018 del Touring Club il Tenuta Vignali Negroamaro Salento Igt 2015 è “vino da non perdere”: “Ottimo questo Negroamaro, aderente al territorio come pochi. Ammiccante al gusto con sentori di tabacco e cuoio dolce. Spezie e frutto nei profumi”. La guida Bibenda 2018, della Fondazione Italiana Sommelier, dedica invece una scheda molto bella al progetto qualitativo di Torre Ospina: “Dodici ettari che si estendono nella parte più meridionale del Salento, vicino a Capo di Leuca. Godono di un clima particolarmente favorevole, le brezze marine favoriscono un’escursione termica giorno-notte e le Serre Salentine fanno da scudo ai venti del nord. Terreni fertili composti da argilla, tufo e sabbia, vengono chiamati anche “conche d’oro” proprio per questa peculiarità. Dei veri e propri cru: Otanari, Vignali, Coloni, Vora e Vigne […] una particolarità che ci piace segnalare: per rendere nota la tracciabilità di ogni bottiglia nella retroetichetta sono riprodotti i mappali di provenienza. La degustazione che ci ha mostrato vini ben fatti, con una buona personalità e un deciso attaccamento al terroir. Freschi, giovani ma con un convincente potenziale di crescita. 

Torre Ospina negli ultimi anni si è messa in mostra destando l’attenzione di critici e appassionati in varie degustazioni e fiere, dal Vinitaly a CastroWine, e anche in eventi come “Chef to the future” (assieme al Ristorante Lilith) a cura di SlowFood Lecce. Quintino Manco, commenta: “Un ottimo 2017, sono riconoscimenti che ci spronano a fare ancora meglio… e con le belle uve dell’ultima vendemmia, con Giuseppe Pizzolante Leuzzi, il nostro enologo, abbiamo pensato a un nuovo vino, una nuova etichetta, di cui ancora non anticipiamo nulla”.

 

Baglio del Cristo di Campobello premiato col Tastevin

Oltre al riconoscimento dell’eccellenza delle Quattro Viti sulla Guida Vitae 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier con il vino Lu Patri Nero d’Avola 2015, Baglio del Cristo di Campobello è stato premiato col Tastevin. Si tratta di un importante riconoscimento che viene assegnato ad una sola azienda per regione ed è legato alla seguente motivazione: “Vini che hanno contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine, che rappresentano modelli di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona e che hanno strappato all’oblio e riportato all’attenzione del settore vitigni dimenticati”.

La cerimonia di consegna è avvenuta a Milano presso lo spazio The Mall del grattacielo Diamond Tower, dove si è tenuta anche la degustazione dei vini premiati con le Quattro Viti. A ritirare il premio Carmelo Bonetta che ha voluto dedicare questo prestigioso riconoscimento al fratello Domenico, prematuramente scomparso, la cui passione ed energia continua ad essere presente e tangibile nella vita aziendale, nelle scelte, nei traguardi e nei sacrifici di tutti i giorni.

 

«ValpoliCELLO» con i “capricci” del vino

ValpoliCELLO è una performance musicale composta da undici capricci per violoncello della durata totale di 50 minuti e suddivisa in tre momenti: il Valpolicella, l’Amarone e il Recioto. La musica è stata composta nella seconda metà del 1700 dal compositore e violoncellista Joseph dall’Abaco.
«Qualche tempo fa - spiega Federico Toffano, autore e protagonista di ValpoliCELLO, che si esibisce in Italia e all'estero - leggendo la biografia del compositore, sono venuto a conoscenza che Joseph ha trascorso gli ultimi quarant’anni della sua vita ad Arbizzano, una incantevole cittadina nella regione del Valpolicella. Non si sa quando Dall’Abaco abbia composto questi capricci, ma per la tessitura musicale (non certamente barocca, ma spinta verso l’Ottocento) sono convinto che siano stati concepiti appunto nella seconda metà della sua vita, quando si trovava in Valpolicella. Voglio quindi immaginare il compositore nel suo studio, circondato da una natura fantastica, e vigneti di altissima qualità , che compone questa splendida musica sorseggiando il vino tipico della regione. Il vino è ispirazione.
Vengo poi a conoscenza che la villa in cui egli viveva, oggi è una cantina di vino…e qui tutto comincia».

I vincitori del Concorso sul Paesaggio Rurale

Sono stati scelti i vincitori del Concorso di Fotografia Paesaggio Rurale, organizzato nell’ambito del progetto VinSannio FestivalArt. Le città del vino verso l’UNESCO.
La commissione giudicatrice, riunitasi presso la Sala Consiliare del Comune di Guardia Sanframondi e composta dal direttore artistico del festival Ferdinando Creta, dalla storica dell’arte e curatrice indipendente Maria Savarese,  dal docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli Fabio Donato e dal pittore guardiese Giacobbe Falato, ha molto apprezzato tutte le foto in concorso, decidendo poi di premiare, per la sezione professionisti, Angelo Marra (1° posto) e Alessio Verna (2° posto) e per la sezione amatoriale Nicola Fallocco e Concetta Marroccoli, rispettivamente con il 1° e 2° posto.
Le motivazioni sottolineano tutte il carattere di originalità delle foto, e le diverse modalità di lettura del paesaggio rurale aprono uno squarcio sulla sua natura mutevole, la dinamicità degli spazi abitati e trasformati dall’uomo, su elementi persistenti o in abbandono e sui diversi modi di intendere la relazione uomo e ambiente. Il paesaggio costituisce la cornice fondamentale entro cui si colloca il patrimonio culturale e naturale di un popolo, che deve quindi essere preservata e valorizzata, come importante memoria dei luoghi.

 

«Eatv.it - The Roman food heritage contest»

Promosso da Artix con la curatela di Marco Panella, realizzato con il supporto dell’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale nell’ambito delle iniziative del bando Roma Creativa e con la collaborazione dell’Arsial – Agenzia per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio, ha preso il via il progetto Eatv.it, con la performance The Roman Food Heritage Contest che vedrà, al mercato rionale Pinciano, la proiezione in anteprima del documentario Roma. La cucina svelata, appositamente realizzato per l’occasione, ed il reading di ricette romanesche di Aldo Fabrizi interpretate da Angelo Calabria e Massimo Tata della Compagnia Teatrale Stabile Assai di Rebibbia.
Eatv.it è la nuova piattaforma social e mediale dedicata alla narrazione del cibo e delle sue storie, dalla terra alla tavola, dalla memoria all’innovazione che, per l’occasione è entrata in profondità nell’anima della cucina romana, andando a raccoglierne tracce e memorie di vita quotidiana.
Nasce così il documentario Roma. La cucina svelata, con i racconti di vita, di cibo e di cucina raccolti dalla troupe di Eatv.it in tre centri anziani (Trastevere, Tor Marancia e Portuense) in quattro mercati rionali (Campo de Fiori, via Sabotino, via Antonelli e piazza San Giovanni di Dio), in un panificio (La Compagnia del Pane), in una friggitoria (la filetteria Santa Barbara di Largo dei Librari), nell’Istituto Agrario Garibaldi e nell’Istituto Alberghiero Gioberti.
La proiezione del documentario sarà accompagnata dal reading non convenzionale messo in scena dagli attori della Compagnia Teatrale Stabile Assai di Rebibbia che, confusi tra i clienti del mercato, interpreteranno le ricette romanesche di Aldo Fabrizi arricchite dalle loro improvvisazioni creative. Un appuntamento da non perdere per trovare, nel cibo e nelle sue storie, ispirazione, sintesi e lettura della vita di ogni giorno.

Con Cavaliere musica «di Vino, di Poesia, di Virtù!»

Suggestivo canzoniere poetico-musicale «di Vino, di Poesia, di Virtù!» con il teatro-canzone di Gianluigi Cavaliere, solo in scena con “L’orchestra immaginata”.
Il vino suscita i sogni e i sogni, come una vendemmia segreta, spremono il succo del desiderio. Il calice è una sfera di cristallo che rivela del suo bevitore le attese più inconfessate o delinea la forma sfumata di un lontano ricordo, ed è compagno il vino nel calice mentre scende nella gola come un affluente di Madre Terra e della sua linfa inestinguibile, allagando la solitudine e salvando l'annegato che torna a godere della vita gli splendori più esaltanti.
Questo recital per voce sola, canta l'Anima del Vino, il suo mistero che risiede nella libertà interiore, in un'entità fraterna che non tradisce mai, nella riconquista delle proprie radici, nella consapevolezza della nostra identità legata alla Poesia e alle grandi tradizioni naturali.
Gianluigi Cavaliere, già leader voce del gruppo musicale Chantango, in questo recital di teatro-canzone mesce la parola cantata e la parola recitata come un"sommelier" vocale che all'inno sul nettare degli dei e al fumo di un buon sigaro toscano unisce il retrogusto della sensualità in un viaggio ideale che percorre i piaceri della vita.  Amore per i sapori, per i profumi, per l'ebbrezza che dal calice sovente giunge sino all'alcova... L'itinerario geo-enologico e geo-corporale in senso canoro e letterario si avvale di "guide" appassionate: Ferré, Baudelaire, Borges, Pavese, Ciampi, Merini, Angiolieri, Villon, Bukowski, Apollinaire, Pagani ,Ferrer, Brel, Aznavour, Serrat e altri ancora .
Brindiamo dunque all'uomo che sa ancora sognare perché un uomo senza sogni - come diceva Fabrizio De André – è una specie di cinghiale laureato in matematica pura.  E De André se ne intendeva di sogni, di amori, e di Vino...
 

Spettacolo-degustazione «Eyes Wine Shot»
All Teatro Vascello di Roma ogni weekend è proposto Eyes Wine Shot, uno spettacolo-degustazione che tra ironia e un calice di vino condurrà lo spettatore alla scoperta del mondo enologico.
Uno spettacolo esilarante, divertente e ricco di informazioni sul vino, la sua storia, la sua chimica e il suo linguaggio. Un racconto serrato sul nettare degli Dei con una lettura ironica del linguaggio che si legge nelle guide enologiche. Uno spettacolo piccolo e divertente che si accompagna perfettamente a una degustazione. Uno spettacolo, adatto per qualsiasi luogo e che qui si svolgerà nel foyer/bar del Teatro Vascello.
Testi di grandi autori (Gaber, Neruda), informazioni semiotico-scientifiche e sketch derivati dall’improvvisazione regalano al pubblico 50 minuti di puro divertimento durante il quale saprete ‘tutto quello che volevate sapere sul vino e non avete mai osato chiedere’ (in enoteca). In scena gli attori Giuseppe Gandini e Gianantonio Martinoni. Durante lo spettacolo verrà offerta una degustazione di vini della cantina Cà di Tulin http://www.caditulin.it/
Info e prenotazioni: Teatro Vascello, Via Giacinto Carini 78 - Tel. 06.5898031 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Controlli in vigna e cantina per i vini Dop e Igp

Controlli più severi, ma qualità maggiormente garantita per i vini a Denominazione di origine protetta (Dop) e Indicazione geografica protetta (Igp). Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al provvedimento che porterà ad affidare il controllo dei vini Igp a enti terzi certificati e non più all'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti (Icqrf) del Ministero. Con il cambiamento non si verificheranno più solo controlli formali sui documenti presentati, ma si potranno effettuare controlli a campione anche in vigna e in cantina.
E’ previsto un decreto-legge in tempi brevi in modo che le nuove disposizioni possano entrare in vigore quando scadranno gli attuali incarichi di controllo. E in tempi brevi occorrerà anche adeguare i piani di controllo in base alle disposizioni aggiornate.
La nuova normativa renderà i prodotti italiani ancora più tutelati e certamente offrirà ulteriori garanzie agli operatori esteri, rafforzando la qualità del made in Italy. Nella sempre più serrata competizione internazionale il rigore nei controlli e la coerenza assoluta tra quanto dichiarato e la realtà effettiva costituiscono una carta vincente. Di questo sono ben consapevoli anche operatori del settore e lo stesso presidente dell’Unione Italiana Vini, Lucio Mastroberardino, ha dichiarato che “origine e identità sono i capisaldi della catena del valore della filiera italiana, per cui garantire autenticità e integrità di questi due valori è un principio irrinunciabile”. A questa svolta sono favorevoli gli operatori dell’ambito vitivinicolo e con questo provvedimento ci sarà sempre meno spazio per chi vuole promuovere la propria immagine vantando solo documenti cartacei e controlli formali, senza effettivi controlli sul campo.
Le ultime norme in materia, contenute nell’articolo 25 del Regolamento Ce 607/2009, prevedono annualmente una verifica delle condizioni riportate dal disciplinare di produzione con un esame organolettico e analitico per i vini Dop e un esame analitico soltanto o un esame organolettico e analitico per gli Igp.

 

Coldiretti: dimezzato consumo di vino in 30 anni

Si è praticamente dimezzato negli ultimi 30 anni in Italia il consumo di vino che è sceso a meno di 40 litri a persona per un totale inferiore ai 21 milioni di ettolitri. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al report dell’Istat sull'uso e abuso di alcol in Italia nel sottolineare che nell’ultimo anno gli italiani hanno speso addirittura più per acquistare acqua che per il vino. Il forte calo nelle quantità di vino acquistate dagli italiani è stato accompagnato - sottolinea la Coldiretti - dalla preoccupante crescita fra i giovani e gli adulti dell'abitudine al consumo di superalcolici, aperitivi e amari lontano dai pasti e con frequenza occasionale al posto del vino. Il vino che è in realtà caratterizzato da un più responsabile consumo abbinato ai pasti che non ha nulla a che fare con i binge-drinking del fine settimana ed è oggi invece sempre più - precisa la Coldiretti - l'espressione di uno stile di vita "lento", attento all'equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi da contrapporre proprio all’assunzione sregolata di alcol. Si tratta di un cambiamento che - conclude la Coldiretti - occorre riconoscere per evitare il rischio di una dannosa criminalizzazione, mentre è necessario investire nella prevenzione promuovendo la conoscenza del vino con il suo legame con il territorio e la cultura, a partire proprio dalle giovani generazioni.

 

Nuove prospettive per le esportazioni di vini in India
Una drastica riduzione dei dazi sull’importazione di vini e alcolici è stata annunciata dal Governo indiano e potrebbe favorire l’esportazione di prodotti italiani verso il grande Paese asiatico. Nel corso di un negoziato commerciale bilaterale tra l’Unione Europea e l’India è stata delineata la possibilità che entro cinque anni l’imposta di importazione scenda dal 150 al 40 per cento. Un taglio notevolissimo che aprirebbe il mercato indiano, in forte espansione, a numerosi produttori italiani. La limitata penetrazione delle aziende vitivinicole è legata proprio ai dazi, che praticamente portano ad oltre il raddoppio del prezzo dei vini italiani. Ciò ha portato l’Italia a essere al 50esimo posto fra gli esportatori di vini in India.
Secondo gli accordi, la riduzione più consistente dei dazi (al 40 per cento) sarebbe solo per i vini dal prezzo superiore a 35 euro per cassa, mentre per quelli dal costo inferiore a 20 euro l’aliquota scenderebbe al 60 per cento. «C'è un processo in atto – ha puntualizzato Ottavio Cagiano de Azevedo, direttore di Federvini - e nei negoziati è emersa questa disponibilità di Nuova Delhi di ridurre i dazi. Bisogna fare però attenzione perché si discute non di una riduzione generalizzata ma per fascia di valore. E qui bisogna vigilare per evitare che le riduzioni non vadano ad avvantaggiare i nostri competitor».