Importante contributo alla riduzione della burocrazia per le imprese vitivinicole con il Testo Unico sul Vino, che riduce notevolmente il tempo per gli innumerevoli adempimenti degli operatori del settore. La Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino semplifica comunicazioni e adempimenti da parte dei produttori, rivede il sistema di certificazione e controllo dei vini a denominazione di origine e indicazione geografica con un contenimento dei costi, modifica il sistema sanzionatorio introduce sistemi di tracciabilità anche per i vini a IGT e norme per garantire trasparenza sulle importazioni dall’estero. Gli ...

aspetti positivi della nuova legislazione è sottolineata dalla Coldiretti che ne evidenzia l’importanza per il vino made in Italy. Nell’ultimo anno il nostro paese ha conquistato la leadership mondiale nella produzione, con circa 50 milioni di ettolitri e aumento del 3% del valore dell’export, giunto al massimo storico di 5,6 miliardi di euro.
La Coldiretti auspica che «nella revisione dei decreti applicativi si dia assoluta priorità all’adeguamento delle disposizioni sui controlli e la certificazione dei vini a Denominazione di origine e Indicazione geografica e alle norme per la gestione del potenziale produttivo al fine di mettere a regime lo sportello unico degli adempimenti e evitare la duplicazione inutile delle attività di controllo.
Si stima che la produzione made in Italy nell'ultimo anno sia stata rappresentata per oltre il 40 per cento - precisa la Coldiretti - dai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), per il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola. Per quanto riguarda le esportazioni, le performance dei prodotti nei singoli Stati si scoprono aspetti sorprendenti, a partire del successo del vino tricolore in casa degli altri principali produttori, con gli acquisti che crescono in Francia (+5%), Stati Uniti (+3%), Australia (+14%) e Spagna (+1%). Ma va sottolineato che nel Paese transalpino, patria dello Champagne, lo spumante tricolore fa addirittura segnare un incremento in doppia cifra, pari al +57%. Per il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo il risultato della semplificazione è frutto di una lunga mobilitazione per liberare le energie del settore più dinamico del made in Italy agroalimentare che ne rappresenta peraltro la principale voce dell’esportazione. Il settore in Italia genera un motore economico che porta a quasi 10 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e dà opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone».