Cene Galeotte nella Fortezza Medicea di Volterra, in provincia di Pisa, dove gli ospiti della casa di reclusione propongono periodicamente un evento che già ha avuto una vasta eco a livello internazionale. La prima serata della nuova stagione 2017-2018 comincerà venerdì 15 dicembre e vedrà la presenza di Pierino Rosace, ex inquilino proprio a Volterra, oggi titolare di un famoso ristorante nella sua Gioia Tauro, la Trattoria Enoteca di Vico Scuro.  I vini saranno offerti dal Podere La Regola di Riparbella (Firenze). A rendere ancor più ...

coinvolgente la serata sarà la destinazione benefica dell'incasso, che sosterrà l’importante progetto Abbraccia Volterra di Unicoop Firenze per il restauro della Cattedrale cittadina di Santa Maria Assunta.

Dopo il primo incontro conviviale, le cene galeotte saranno mensili da marzo ad agosto, con la partecipazione di grandi chef accompagneranno nella realizzazione dei menu. Venerdì 23 marzo la seconda cena galeotta vedrà la presenza di Edoardo Tilli del podere Belvedere di Pontassieve (Firenze) e Andrea Perini del ristorante Al 588 di Bagno a Ripoli (Firenze); per i vini interverrà la Fattoria Fibbiano di Terricciola (Pisa). Gli altri appuntamenti del 2018 sono: venerdì 27 aprile con Fabio Bianconi di La Sosta del Gusto - Castello del Trebbio di Pontassieve e la cantina Castello di Bolgheri (Livorno); il 25 maggio con Ranieri Ugolini di L’Ortone di Firenze e la cantina Cesani di San Gimignano (Siena); il 29 giugno con Marco Romei del Ristorante Aroma di Firenze e la Fattoria Casa di Terra di Bolgheri (Livorno); venerdì 10 agosto l’ultima cena galeotta con Vincenzo Martella del Ristorante Villa Pignano di Volterra e la cantina Fornacelle di Bolgheri.

Fra le novità di quest’anno il coinvolgimento degli istituti alberghieri toscani, con alcuni degli studenti che andranno a integrare la brigata di cucina vivendo a fianco di detenuti e chef professionisti un’esperienza di grande spessore umano e formativo. Gli chef terranno anche incontri formativi alle classi dell’istituto alberghiero sorto nel 2013 proprio all’interno della Casa di Reclusione di Volterra, che ogni giorno vede compagni di banco carcerati e giovani ragazzi del territorio.

La formula delle Cene Galeotte rimane invariata: varcato l’ingresso del carcere, ricavato negli interni della splendida Fortezza Medicea che domina la città di Volterra, i visitatori saranno accolti con un piacevole aperitivo consumato all’interno del cortile, nello spazio sotto le antiche mura. A seguire la cena, servita nella vecchia cappella dell’istituto trasformata per l’occasione in sala ristorante con tanto di candele, camerieri/detenuti in divisa e, nel piatto, un ricco menu preparato dai carcerati con il supporto di uno chef professionista che mette a disposizione tutta la sua esperienza. Ad accompagnare le portate una selezione di etichette fornite, anche in questo caso a titolo gratuito, da un’azienda vinicola.

Per le Cene Galeotte i detenuti si trasformano in chef e camerieri e organizzano incontri conviviali a scopi benefici. Una sera al mese il carcere di Volterra apre le porte al pubblico e accoglie convitati che accedono a un servizio altamente qualificato, con camerieri, sommelier e un chef di grido che guida l’evento e collabora con i detenuti cuochi.

Il suggestivo scenario è l’antica Fortezza Medicea e l’aperitivo viene offerto nel cortile sotto le storiche mura. Luogo di grande fascino storico e suggestione, dall’alto della collina su cui sorge la grande Fortezza Medicea che ospita la casa di reclusione domina Volterra: la sua mole imponente è visibile da molti chilometri di distanza, caratterizzando in maniera inconfondibile il profilo della città. Il complesso costituisce uno degli esempi più felici dell’architettura militare rinascimentale. La Fortezza è composta da due corpi, la Rocca Vecchia e la Rocca Nuova, uniti tra loro da lunghe cortine a beccatelli. La Rocca Vecchia fu fatta costruire nel 1342 dal duca d’Atene Gualtieri di Brenne, all’epoca governatore di Firenze. Fatta restaurare da Lorenzo il Magnifico, presenta una pianta trapezoidale con al centro una torre semiellittica, detta la Femmina. La Rocca Nuova, voluta sempre da Lorenzo tra il 1472 e il 1475, presenta invece una pianta quadrata con quattro torrioni circolari agli angoli e uno centrale detto il Maschio. Edificata ad uso militare fu, fin dall’inizio, utilizzata come carcere politico e accolse sia gli oppositori dei Medici sia i patrioti del nostro Risorgimento. (Anna Ferrero)