Campagna veneta, colline del Prosecco sono lo scenario del film Finché c’è prosecco c’è speranza. Una serie di omicidi e, unico indiziato, un morto: il conte Desiderio Ancillotto, grande vignaiolo che pare essersi tolto la vita inscenando un improvviso e teatrale suicidio. Un caso apparentemente impossibile per il neo-ispettore Stucky, metà persiano e metà veneziano: appena promosso, impacciato ma pieno di talento, per risolvere il caso deve fare i conti con le proprie paure e un passato ingombrante. Sullo sfondo, tra i filari, una battaglia per la difesa del ...

territorio e delle bollicine che anima bottai, osti, confraternite di saggi bevitori: Stucky intuisce presto che la soluzione dei delitti passa attraverso il modo di vedere la vita, e la vite, del conte Ancilotto. E che nella sua cantina, tra vetro e sughero, alcol e lieviti addormentati, si agita un mondo che non vuole scomparire ma, al contrario, rivendica un futuro.  Nella terra del prosecco, il film ne celebra la bellezza, la ricchezza, e nella trama gialla denuncia i suoi rischi e i suoi drammi diventando quasi un fatto di popolo. 

Finché c’è prosecco c’è speranza traduce in pellicola il romanzo di Fulvio Ervas con l’ispettore Stucky in gita tra le colline del prosecco con le belle vicine di casa. Di ritorno a Treviso, cercando conforto tra i calici, trova il suo oste di fiducia malinconico: non si capacita del suicidio plateale del conte Ancillotto, fornitore di vini d’eccellenza. Perché dovrebbe suicidarsi, un uomo che ama le donne, camminare, guardare il fuoco e, naturalmente, il vino? Mentre Stucky indaga a modo suo, conversando con la governante, l’amante a cottimo e il prete, piomba in paese Celinda Salvatierra, tellurica come le terre andine da cui proviene. È l’unica erede del conte Ancillotto, e semina il panico tra i viticoltori minacciando di sradicare le vigne per impiantare filari di banani a perdita d’occhio. In una notte di temporale, tre colpi di pistola si confondono con i tuoni…

Genere giallo, il film è diretto da Antonio Padovan e ha come protagonista Giuseppe Battiston nei panni dell'ispettore Stucky, il personaggio creato da Fulvio Ervas. In scena con Battiston , Teco Celio, Liz Solari, Roberto Citran, Silvia D'Amico, Babak Karimi, Gisella Burinato, Rade Serbedzija.

 

Finché c’è prosecco c’è speranza

Titolo originale: Finché c’è prosecco c’è speranza
Anno: 2017
Regia: Antonio Padovan
Lingua originale
: italiano
Ambientazioni: campagna veneta

Genere: giallo

Durata: 101 minuti
Trailer su YouTube:
 https://www.youtube.com/watch?v=0g6Y_36G61s

http://www.dosiovigneti.com/index.htmlQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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