Il vino e l’arte  hanno raccontato la vita dell’uomo fin da tempi antichissimi. Il vino è stato il tema centrale della convivialità, dell’eros, dell’allegoria d’amore, illustrato frequentemente presso molte culture. Incisioni, dipinti, bassorilievi, sculture hanno sempre raffigurato la vite e il vino, affidando al tempo scene di fatiche ed emozioni quotidiane. Il vino coinvolge le diverse facoltà sensoriali, dalla mano che prende il bicchiere alla vista, dall’olfatto al gusto. E l’arte ha rappresentato i più diversi ...

momenti del singolare rapporto che il vino stabilisce oltre gli stessi sensi, con l’anima e i sogni, sfociando in una dimensione che gli antichi hanno semplicemente legato a Dioniso e a Bacco, alla divinità, e che i poeti hanno messo in contatto con il mistero.

L’arte greca e romana illustra scene legate alla coltivazione della vite, alla vinificazione, alla conservazione e al consumo del vino. Molti vasi e pitture illustrato il Kòttabos, un gioco molto diffuso che consisteva nel lanciare le gocce di vino rimaste in una coppa su piattelli sistemati instabilmente su un’asta di bronzo: il successo consisteva nel far cadere i piattelli.

Nella Bibbia il vino è legato al peccato con le vicende di Noè, ma ha anche elevati significati mistici nel Vangelo. E l’arte cristiana utilizzerà frequentemente la vita e il vino come simboli nelle parabole e realtà dell’Eucarestia.  Il Corano, invece, contiene la proibizione di bere vino, estesa poi anche ad altri alcolici, ma a chi rispetta le norme religiose viene promesso un aldilà dove i giusti “berranno vino puro, la cui stessa feccia profuma di muschio”. Talora il vino è citato fra le 2cose buone della terra”, come l’acqua, il latte e il miele.

Affreschi a carattere religioso, raffigurazioni del lavoro nelle vigne, scene a tavola  con figure umili o con personaggi dai gusti raffinati della società cortese scandiscano l’arte del Medioevo, che presenta anche preziose immagini che testimoniano una variegata produzione artistica tardogotica: basti ricordare i Libri dei Mestieri, i Calendari Astrologici e i Libri delle Ore.

Innumerevoli le testimonianze artistiche tra il Rinascimento e la Rivoluzione Francese, come nel Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia a Ferrara e nella Cappella Sistina e nella produzione di artisti dalle più diverse origini e dalle più variegate tendenze. Basti pensare al Bacco e al Bacchino malato di Caravaggio, al Baccanale di Tiziano, al Ritratto di Mattheus Schwarz, il vecchio di Christoph Amberger, a Il baro con l’asso di quadri in mano di Georges de la Tour, a Il bevitore e la serva di Jakob Ochtervelt, a I satiri di Rubens o a La vendemmia di Francisco Goya.

La grande arte dell’Ottocento raffigura spesso il vino. I giocatori di carte di Paul Cézanne sono concentrati accanto a una bottiglia di vino; Louis-Leopold Boilly presenta i coscritti che si consolano con il vino prima della la partenza per il servizio militare durante l’Impero napoleonico; José Frappa propone dom Pérignon che con alcuni monaci assaggia l’uva prima della pressatura; alla Pinacoteca di Tosio Martinengo di Brescia un dipinto di Angelo Inganni propone La vendemmia, un tema molto frequente nell’arte come numerose sono le raffigurazioni che ripropongono il miracolo di Gesù a Cana.

Una miriade di opere d’arte, tante voci, tanti soggetti legati al vino caratterizzano il ricco e variegato panorama artistico del Novecento. Esaltato dai futuristi, sviluppato da De Chirico e Picasso, il tema è stato proposto in mille versioni, espressioni esaltanti a volte, a volte invece discutibili o insignificanti. E ancora oggi sono tanti gli artisti di lungo corso o di iniziale esperienza a illustrate il complesso mondo del vino. (Felice d'Adamo)


© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.dosiovigneti.com/index.htmlQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE