Una scena di "Un'ottima annata" - Clicca per ingrandire«Quando abbiamo letto il romanzo di Joanne Harris siamo rimasti colpiti da una storia raccontata attraverso le parole di sei bottiglie di vecchio vino. Abbiamo pensato che la location più affascinante per questa favola moderna che narra la magia del vino fosse quella che si trova sulle colline delle Langhe: un luogo in cui il vino è la storia stessa di queste terre». Così il presidente della Eagle Pictures, Giampaolo Sodano, ha spiegato l’ambientazione in Piemonte del film Vino patate e mele rosse. Il cinema ha dedicato sovente spazi importanti al vino e alla viticoltura, e lunga è la lista ... 

di sequenze che li vedono protagonisti, anche senza pensare agli ormai classici MondovinoSidewaysUn’ottima annata. Risvolti avventurosi segnano L’anno della cometa, in cui una giovane enologa e un miliardario inseguono una preziosa bottiglia di Lafite del 1811, scoperta in un castello scozzese. Intrighi e tradimenti con epilogo letale corrono nel thriller Blood and wine, con Jack Nicholson e una quasi esordiente Jennifer Lopez, in cui un commerciante di vini pregiati escogita il furto di una collana di diamanti di un cliente miliardario e incarica del colpo un giovane scassinatore.

In alcuni film il vino appare quasi un personaggio, con un ruolo ben definito, che dà volti e significati ai tempi delle stagioni, ai silenzi dell’inverno come ai colori dell’autunno, alle tradizioni locali come ai miti universali.

James Bond in 007 Mr.No preferisce il Dom Pérignon 1953 rispetto al 1955, mentre in Moonracker preferisce un Bollinger RD 1969 e in Casinò Royale ordina un Grande Année 1990. In Casablanca Humphrey Bogart, sulle note di As time goes by, sostiene che preferirebbe annaffiare le piante del giardino con lo Champagne che i tedeschi stanno bevendo piuttosto che lasciare che se lo bevano tutto. Uno Cheval Blanc 1947, uno Château Latour del 1967 e uno non datato Lafite Rotschild scorrono in Ratatouille; un Chianti classico San Felice è citato in Hannibal; Dom Perignon 1971appare in Blues brothers di John Landis: solo per citare qualcuno della infinita lista di vini che compaiono nei film. Al cinema non mancano neanche le nostre bollicine, come in Colpo d’occhio di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini, in Natale in crociera di Neri Parenti, in Italia 2061 di Vanzina.

Un bicchiere di vino e una notte stellata sono abbinamenti frequenti al cinema, ma gli scenari e gli orizzonti sono infiniti. Accostamenti che coniugano i molti volti del vino e della vita e diventano filosofia e destino “Il vino – è la riflessione in un celebre monologo di SidewaysIn viaggio con Jack - è un essere vivente. E amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c’era un bel sole, se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve. E se è un vino d’annata, penso a quante di loro sono morte. Mi piace che il vino continua a evolversi. Che se apro una bottiglia oggi avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se l’aprissi un altro giorno. Perché una bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita. Ed è in costante evoluzione e acquista complessità, finché non raggiunge l’apice. Come il tuo Cheval Blanc. E poi comincia il suo lento, inesorabile declino. E che sapore!...”. (Felice d'Adamo)

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