Musica e vino: un binomio che ha scritto pagine e pagine di romanzi, di opere liriche e suggestioni melodiche, di storie di vita tra disperazioni, esaltazioni, entusiasmi e malinconie. La musica influenza anche il gusto del vino, come ha documentato una ricerca californiana: un buon bicchiere suscita percezioni diverse se degustato ascoltando i Clash o le note di una sinfonia di Bach. Il rapporto tra musica e vino è stato analizzato a lungo da Clark Smith, già esperto del Massachusetts Institute of Techmology (Mit) e ...

famoso enologo e produttore di Cabernet e Pinot. Smith ha sperimentato per anni il complesso rapporto, accostando 150 diversi vini a 250 melodie musicali e giungendo a una vera e propria filosofia della wine-music-connection, sulla scia del famoso produttore francese Don Blackburn.

Non mancano sperimentazioni originali, studiate anche a livello universitario, come quella dell’avvocato toscano Giancarlo Cignozzi, che nelle sue vigne, nella zona di Montalcino, ha installato speciali casse che diffondono musica di Mozart e Ciaikovski, Brahms e Liszt, dopo aver insonorizzato con musica classica le sue cantine.

Innumerevoli gli eventi che abbinano musica e buon vino, come il gran concerto Bacco & Bach, recentemente proposto presso le Scuderie di Palazzo Gonzaga a Volta Mantovana (Mn), con musiche di Johann Sebastian Bach e di Georg Muffat, nell'esecuzione dell’ensemble “Il Teatro Armonico” di Vicenza, diretta dal maestro Michael Radulescu. Musica e degustazione di vini caratterizzano anche l’appuntamento annuale del Gambero Rosso e dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma.

Molti musicisti hanno cantato il vino, scritto pagine memorabili da teatro ma anche coinvolgenti melodie da balera, hanno raccontato storie intriganti dai risvolti più diversi e talora hanno finito per appassionarsi all’esperienza dei viticoltori. L’esperienza musicale di Sanremo, con echi shakespeariani, ha portato Ron a produrre Fracent’anni Rosso, uvaggio di Cabernet, Bonarda, Barbera e Uva Rara affinati separatamente in barrique per quattro anni, e Fracent’anni Bianco, Pinot Nero vinificato in bianco con una piccola percentuale di Chardonnay, maturato in piccola botte per due anni. Risale al lontano 1973 la prima bottiglia del Don Carmelo di Al Bano Carrisi, un rosso da uve di vitigni autoctoni, successivamente affiancato dal bianco a base di Chardonnay. La scelta del cantante pugliese è anche l’attuazione della promessa di tornare nella sua terra fatta al padre al momento della partenza per Milano, dove lo attendeva una lunga gavetta prima del successo. La tenuta di Al Bano attualmente si estende per 65 ettari nelle campagne del suo paese di origine, Cellino San Marco in provincia di Brindisi, ed è giunto a produrre 350mila bottiglie all’anno, molte con etichette che hanno gli stessi tioli di celebri canzoni, da Nostalgia a Felicità. Sconfinata la lista di artisti che hanno scelto di dedicarsi al vino, da Bruno Lauzi a Lucio Dalla, dall’ex leader dei Police Sting a Mick Hucknall voce dei Simply Red, semplicemente rosso come il vino.

La passione per il vino ha segnato l’intera storia della musica, dalle antiche melodie agresti alle canzoni bacchiche del Rinascimento, ai grandi compositori Bach, Stravinskij, Mozart, Beethoven, Schuman, Brahms. Verdi, Rossini appassionato per la buona tavola come del Rosso di Bordeaux. Il vino è cantato da brani celebri divenuti familiari: basti pensare a Libiam ne’ lieti calici de La traviata di Verdi al Vino spumeggiante della Cavalleria Rusticana di Mascagni, a Eldberry wine di John Elton, a Blood red wine dei Rolling Stones, a Barbera e champagne di Giorgio Gaber, a Champagne di Peppino Gagliardi, alla miriade di composizioni che coinvolgono e lasciano sognare, dando un sapore diverso agli incontri e un tocco di fascino anche alla vita. (Felice d’Adamo)

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