La fascinosa storia de «Lo schiaccianoci» con le note immortali di Čajkovskij apriranno la stagione 2018-2019 del balletto al Teatro alla Scala. Sabato 15 dicembre andrà in scena il capolavoro di Čajkovskij, proposto in una nuova produzione con l’intervento del Corpo di Ballo e dell’Orchestra del Teatro alla Scala e la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala e del Coro di Voci Bianche. La direzione è affidata a uno specialista del repertorio russo, Michail Jurowski. La serata sarà una prima nazionale e un debutto per la Compagnia ...

scaligera perché proporrà una rappresentazione tra le più famose de «Lo schiaccianoci» mai proposta in Italia, quella di George Balanchine.

Il balletto del Teatro alla Scala si ispira alla vicenda dalle atmosfere natalizie raccontata in una favola di E.T.A. Hoffmann e reinterpretata in Francia da Alexandre Dumas padre. E proprio in questa versione il racconto giunse al coreografo Petipa, che ne esaltò lo spirito magico-favolistico ed eliminò gli elementi psicologici più inquietanti. Composta tra il febbraio del 1891 e l’aprile del 1892, l’opera fu messa in scena per la prima volta al Teatro Marinskij di Pietroburgo il 6 dicembre del 1892. Il balletto si articola in due atti e tre quadri, si sviluppa in un crescendo spettacolare e nelle atmosfere del più puro romanticismo sulle corde dell’amore.

La trama della vicenda rievocata musicalmente dalle note di Čajkovskij propone la storia del sogno della piccola Clara (o di Masha, diminutivo russo di Maria, secondo le versioni predominanti). La notte di Natale fra i regali la bambina trova sotto l`albero uno schiaccianoci a forma di soldatino, che si anima e danza con lei, sconfiggendo l`esercito dei topi e guidandola nel castello dei dolci. Tra i momenti più coinvolgenti di questo balletto tardo-romanico, la scena dei fiocchi di neve e le danze ispirate alle tradizioni spagnole, arabe, russe e cinesi in un vortice di incanto e magia. (Marì Mazzucchelli)