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Nasce dalla vita la poesia, ed è dalla vita di un giovane contadino e poeta marchigiano che è nato un suggestivo canto al Verdicchio «La Monacesca». Convinto che unire vino e poesia sia come toccare le dimensioni della magia, Fabio Strinati intreccia il suo “libero girovago ebbro desiderio” con la produzione di vino attraverso un vitigno che ha circa 80 anni. Pianista e compositore, Strinati ha solo 36 anni e al suo attivo ha molte pubblicazioni e numerosi riconoscimenti. Già nel suo primo libro di poesie, Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo, c’è l’eco della campagna con lo sguardo lieve dell’artista, che emerge anche nella successiva raccolta, Un’allodola ai bordi del pozzo. Ma lasciamoci trasportare dai versi di Fabio Strinati dedicati al Verdicchio «La Monacesca»:

 

... è tutto un decantare: sorsi, piccole dosi

stillano oltre il confine d’un pensiero esile,

libero girovago ebbro desiderio...

 

Si pèrdono le luci, nuvole soavi

solitario un canto si diffonde

nei labirinti della mente, si mescolano

nel silenzio, trascinati da eterno ...

abito autunnale nella coesione

tra l’onirico e il profondo. Pùngono

gli odori al cuore, scavano

nella porta i profumi abile percezione

in un palpito misto a gemito; tutto

convive così febbrile, un inchino mistico

nel solco le illusioni, ebrietudine lambisce             

e fiammeggia.

 

Tanti sospiri tutti in fila, racchiusi

nelle angolazioni;

 

eccola l’alba galleggiare!

 

... è tutto un decantare: sorsi, piccole dosi

stillano oltre il confine d’un pensiero esile,

inibìto nomade rapito nella brama...

 

Con ansia vengono riposti versi uniformi,

cuciti nei sensori, nel cervello si depositano spade,

circoli viziosi: si pèrdono nell’amore i sensi, le forme   

spàziano dentro quest’oblio fecondo,

l’immagine... tanto vasto, invaghito il tramonto.