Vino, voci dalla cultura

«Il vino sa rivestire il più sordido tugurio d’un lusso miracoloso e  innalza portici favolosi nell’oro del suo rosso vapore, come un tramonto in un cielo annuvolato».
(Charles Baudelaire, poeta francese, 1821-1867)

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Bianco o rosso, per la cena? Fate attenzione, la scelta può svelare le vostre vere intenzioni! Il vino rosso infatti coinvolge la sfera emozionale, si beve nei momenti più intimi ed è più legato alla seduzione; il bianco è invece più legato all’aspetto sociale e conviviale e si lega all’allegria, alla spensieratezza, alla semplicità e alla leggerezza di spirito ... - LEGGI TUTTO

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Servire il vino è qualcosa di molto speciale, un’arte che si traduce in un rito, secondo alcune regole precise, fissate dal galateo per le occasioni ufficiali.

Il vino non va mai rinfrescato aggiungendovi cubetti di ghiaccio, né mai occorre aggiungervi acqua. Generalmente il vino rosso si lascia “respirare” per qualche ora e va servito a temperatura ambiente. I vini bianchi e gli spumanti possono essere stappati al momento di servirli. I bianchi vanno serviti a una temperatura fra i 10 e i 14 gradi, i rosati intorno agli 11 gradi, gli spumanti possono essere più freschi, ma non sotto gli 8 gradi. I vini pregiati si lasciano di norma nella bottiglia ...

originaria. La caraffa, che deve essere lavata e asciugata, viene utilizzata per i vini frizzanti e quelli di scarso pregio. Va versato in una caraffa anche il vino con qualche anno di invecchiamento e sedimenti, perché occorre far decantare e ossigenare il vino, in modo che si esaltino le qualità organolettiche. Mai versare in una caraffa un bianco.

Il vino va assaggiato dal padrone di casa, che si accerta della qualità del vino ed eventualmente decide di stappare un’altra bottiglia. E’ un errore versare il vino prima che tutti i commensali si siano seduti, anche per rispettare coloro che non bevono.

Nel versarlo occorre tenere la mano diritta e con il palmo rivolto verso il basso, mai verso l’alto, tenendo la bottiglia all’altezza dell’etichetta, che va lasciata ben visibile; mai prendere la bottiglia per il collo. Nel servire occorre porsi a destra del convitato e riempire il bicchiere non oltre i tre quarti. Per evitare che cadano gocce, dopo la mescita imprimere alla bottiglia una lieve torsione per un quarto di giro. Se, invece, le bottiglie sono sul tavolo ognuno può servirsi liberamente. Prima e dopo aver bevuto pulirsi la bocca con un tovagliolo, che va avvicinato lievemente alle labbra, non strofinato. Nel bere avvicinare il bicchiere alla bocca, non la bocca al bicchiere e non alzare mai il mignolo.

Se un ospite è astemio, occorre non evidenziare il suo comportamento e ovviamente offrirgli una bevanda non alcolica. Da parte sua l’astemio deve partecipare al brindisi: è sufficiente che appoggi solo le labbra al bicchiere.

Per i brindisi nei pranzi di gala occorre alzarsi in piedi, nei pranzi informali si può restare seduti. Se il brindisi è in onore di una persona occorre alzare il bicchiere e guardarla negli occhi. (Anna Ferrero)

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Le parole del vino

FLOREALE - Profumo di fiori presente in alcuni vini.

TANNINO - Sostanza che deriva dalle bucce e dalle vinacce e poi dal legno delle botti durante l’invecchiamento. Importante per il colore e la conservazione, dà un gusto astringente e ruvido che si attenua con l’invecchiamento.

V.S.O.P. - VerySuperiorOld Pale, acquavite (soprattutto cognac) invecchiata per quattro o cinque anni.

«Sei la vigna…»

Anche tu sei collina / e sentiero di sassi / e gioco nei canneti, / e conosci la vigna / che di notte tace. / Tu non dici parole.

C'è una terra che tace / e non è terra tua. / C'è un silenzio che dura / sulle piante e sui colli. / Ci son acque e campagne. / Sei un chiuso silenzio / che non cede, sei labbra / e occhi bui. Sei la vigna ... - LEGGI TUTTO

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