Imbottigliare il vino

Imbottigliare il vino è un’operazione importante e delicata, necessaria anche per chi acquista vino in damigiana. Le damigiane appena acquistate vanno conservate in un ambiente fresco, tra i 15 e i 20 gradi, in un ambiente non molto umido né luminoso. Occorre tener presente che, una volta ... - LEGGI TUTTO

Un sorso al giorno...

«L’ebbrezza del vino uccide e fa rinascere: piacevole è la morte che procura, ma ancor più lo è la vita».
(Al-Taghlibi Al-Akhtal, poeta arabo, 640-710)

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La poesia racconta la vita e, come la musica, coglie i risvolti più profondi che sfuggono alle parole comuni. Respiri dell’anima, emozioni, passioni, turbamenti sono narrati dai poeti con parole lievi come la brezza, talora taglienti come la bufera o scolpite come la pietra. Il vino evoca orizzonti interiori, dà colore alla vita, può diventare poesia. E in ogni epoca i poeti hanno parlato del vino per raccontare la vita. Dai piaceri legati al vino degli eroi greci raccontati da Omero ai sogni dei cenciaioli parigini descritti da Beaudelaire, passando per Catullo, Orazio e Lorenzo de’ Medici ...

 fino alle sensazioni evocate da Emily Dickinson, Neruda, Herman Hesse, Borges, Cardarelli e Pavese, la poesia ha accompagnato la storia della cultura oltre che quella dell’uomo. Nel vino sono state cercate salvezze e perdizioni, ispirazioni e dilatazioni della coscienza, morte e risurrezione. La poesia sul vino porta a stappare una bottiglia, le sensazioni visive e gusto-olfattive di un bicchiere di buon vino dilatano le vie del cuore ed evocano altra poesia. Il vino esalta i sensi, suscita emozioni, evoca ricordi, segna momenti particolari, rende lieve l’esistenza.

Come la poesia, il vino è generazione selvaggia e intervento umano, tradizione e creatività, tecnica e passione. Il vino è metafora della vita, con la comune radice vita-vite.

Legate al vino sono testi antichissimi e odierne narrazioni, passando per secoli e secoli di poesia con le più diverse ispirazioni. Innumerevoli testi dei lirici greci come dei grandi autori latini hanno raccontato in versi passioni, emozioni, inquietudini e coinvolgimenti. Anche l’austero Medioevo ha cantato il vino e l’esaltazione collettiva è rimasta scolpita nei Carmina Burana, particolarmente in Quando siano in osteria (In taberna quando sumus). Da Lorenzo il Magnifico a Francesco Redi, da Goldoni ad Alfieri, a Parini segnano la poesia fino alle soglie della contemporaneità. L’Ottocento propone i versi di Beaudelaire e di Emily Dickinson, di Pascoli e di Carducci, degli Scapigliati e dei Decadenti e mille altre voci di poeti. Un canto polifonico che prosegue nel Novecento fino ai nostri giorni, fino al Vento triste di Cesare Pavese e agli anfratti bui delle osterie dormienti di Alda Merini.

Voci senza frontiere hanno cantato il vino e quello che ha rappresentato per l’umanità, in ogni età. Il cinese Li-Po (secolo VII) come il persiano Shahid (secolo X) e l’iracheno Al-Maghribi (XII secolo) e, per pensare ai più vicini a noi, Rilke e Machado, Yeats e Hikmet, Borges e Neruda hanno dedicato versi al vino, continuando una storia che non è certo giunta all’ultima pagina. (Carlo Enrico Pozzoli)

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Vino e poesia nell'800

CHARLES BAUDELAIRE

(Parigi 1821-1867)

IL VINO SOLITARIO

...o bottiglia profonda / i balsami penetranti che / il ventre fecondo / conserva per il cuore alterato / del poeta santo 
VELENO
Il vino sa rivestire il più sordido tugurio ... - LEGGI TUTTO

Le parole del vino

AVVINARE - Versare una piccola quantità di vino o acquavite in un bicchiere per prepararlo alla degustazione; sistema usato anche per le botti per far perdere l'odore del legno.

BORGOGNONA - E’ la più antica bottiglia di vetro per vino, di forma cilindrica allungata, con una capacità di 0,720 litri.

SPUNTO - Eccesso di componenti volatili sgradevoli, che rievocano l’aceto.

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