Vino, voci dalla cultura

«O anche solo lascia un bacio nella coppa, e non chiederò vino».
(Ben Jonson, drammaturgo inglese, 1572-1637)

Vino e poesia religiosa

BIBBIA - CANTICO DEI CANTICI «SVINATURA»
Vòltati, vòltati, Sulammita, / vòltati, vòltati: vogliamo vederti! / Che cosa volete vedere nella Sulammita / durante una danza a duplice coro? / Come sono belli i tuoi nei sandali, / o figlia di nobile! / Le curve dei tuoi fianchi / sono come monili, / lavoro di mano d'artista. / Il tuo ombelico ... - LEGGI TUTTO

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Servire il vino è qualcosa di molto speciale, un’arte che si traduce in un rito, secondo alcune regole precise, fissate dal galateo per le occasioni ufficiali.

Il vino non va mai rinfrescato aggiungendovi cubetti di ghiaccio, né mai occorre aggiungervi acqua. Generalmente il vino rosso si lascia “respirare” per qualche ora e va servito a temperatura ambiente. I vini bianchi e gli spumanti possono essere stappati al momento di servirli. I bianchi vanno serviti a una temperatura fra i 10 e i 14 gradi, i rosati intorno agli 11 gradi, gli spumanti possono essere più freschi, ma non sotto gli 8 gradi. I vini pregiati si lasciano di norma nella bottiglia ...

originaria. La caraffa, che deve essere lavata e asciugata, viene utilizzata per i vini frizzanti e quelli di scarso pregio. Va versato in una caraffa anche il vino con qualche anno di invecchiamento e sedimenti, perché occorre far decantare e ossigenare il vino, in modo che si esaltino le qualità organolettiche. Mai versare in una caraffa un bianco.

Il vino va assaggiato dal padrone di casa, che si accerta della qualità del vino ed eventualmente decide di stappare un’altra bottiglia. E’ un errore versare il vino prima che tutti i commensali si siano seduti, anche per rispettare coloro che non bevono.

Nel versarlo occorre tenere la mano diritta e con il palmo rivolto verso il basso, mai verso l’alto, tenendo la bottiglia all’altezza dell’etichetta, che va lasciata ben visibile; mai prendere la bottiglia per il collo. Nel servire occorre porsi a destra del convitato e riempire il bicchiere non oltre i tre quarti. Per evitare che cadano gocce, dopo la mescita imprimere alla bottiglia una lieve torsione per un quarto di giro. Se, invece, le bottiglie sono sul tavolo ognuno può servirsi liberamente. Prima e dopo aver bevuto pulirsi la bocca con un tovagliolo, che va avvicinato lievemente alle labbra, non strofinato. Nel bere avvicinare il bicchiere alla bocca, non la bocca al bicchiere e non alzare mai il mignolo.

Se un ospite è astemio, occorre non evidenziare il suo comportamento e ovviamente offrirgli una bevanda non alcolica. Da parte sua l’astemio deve partecipare al brindisi: è sufficiente che appoggi solo le labbra al bicchiere.

Per i brindisi nei pranzi di gala occorre alzarsi in piedi, nei pranzi informali si può restare seduti. Se il brindisi è in onore di una persona occorre alzare il bicchiere e guardarla negli occhi. (Anna Ferrero)

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Le parole del vino

ASPETTO - Colore del vino, legato particolarmente alla limpidezza e all’intensità.

CAPSULA - Elemento di metallo o plastica a forma di calotta adoperato per la chiusura delle bottiglie o per ricoprirne il collo dopo la tappatura.

FRIZZANTE - Vino che contiene anidride carbonica.

Le categorie dei vini

Fondamentale per la classificazione dei vini è il "disciplinare di produzione", che definisce le categorie Igt, Doc e Docg. Nel corso degli ultimi decenni la normativa ha fissato i vincoli qualitativi cui ci occorre attenersi nella produzione di un vino. Sono parametri che indicano la zona di produzione, i vitigni, la resa ... - LEGGI TUTTO

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