Pesce, bottiglia di vino e coltello su tavolo
è una significativa opera di Luigi Filippo Tiburtelli, in arte Filippo de Pisis, uno dei più rilevanti pittori degli inizi del Novecento. Il quadro, con il mare sullo sfondo, è un olio su tela, di dimensioni 53x63 centimetri, e appartiene a una collezione privata. Lo si può tuttavia ammirare perché spesso è ...

proposto in esposizioni pubbliche, come la mostra L’arte del mangiare a Brescia.
Al vino Filippo de Pisis ha dedicato anche un’altra opera Quartino di vino rosso con frutta e fra le sue nature morte ci sono tante bottiglie, come Natura morta con paesaggio, Natura morta con pane, formaggio e bottiglia, La bottiglia, Natura morta nello studio, La rosa nella bottiglia.
Nato a Ferrara nel 1896 e morto a Milano nel 1956, de Pisis svolge la sua attività in Italia fra Roma, Venezia e Milano, e in Europa a Parigi e Londra. Laureato in Lettere, insegna per qualche tempo prima di dedicarsi alla pittura. Durante il secondo conflitto mondiale il suo studio milanese è distrutto dai bombardamenti, negli ultimi anni si trascina una malattia che lo porta a frequenti ricoveri ospedalieri e la sua pittura volge verso toni cupi, nostalgici e malinconici.
Molti i legami artistici del pittore ferrarese. Non ancora ventenne, incontra De Chirico, Carrà, Savinio; successivamente conosce gli impressionisti, i Fauves, Manet, Corot, Delacroix, Matisse, sviluppando sensibilità e interessi artistici soprattutto in Francia. Le sue relazioni lo portano nel gruppo Les italiens de Paris, La sua attività artistica si intreccia con la passione letteraria: da ragazzino scrive poesie, poi pubblica articoli su L’Italia letteraria, è notato da Montale, collabora con Comisso, l’editore Vallecchi pubblica la sue Poesie, Longanesi dà alle stampe il romanzo autobiografico Il marchesino pittore. Fra le sue opere Canti della Croara, Emporio, il saggio La città dalle 100 meraviglie.
De Pisis è un esponente di rilievo dell’arte metafisica. Le sue opere trasmettono suggestioni e hanno l’indefinitezza dell’afflato poetico, Montale definisce la sua pittura “a zampa di mosca”.
Fra i suoi temi paesaggi, figure femminili e maschili, nudi, fiori, frutti, tante nature morte marine sulla scia di Manet. I colori vanno dalle tante sfumature di verdi e rossi al blu di Prussia, al giallo-oro. I toni sono per lo più indefiniti, carichi di inquietudini.
A Filippo de Pisis è dedicata una vasta sezione del Museo d'arte moderna e contemporanea di Ferrara, che ha oltre 200 tra dipinti e opere su carta. Nel 1993 si è costituita l’Associazione per Filippo de Pisis, che cura l’intera produzione del maestro e vigila contro le contraffazioni. (Felice d’Adamo)

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