Vino, voci dalla cultura

«Il vino è per l’anima ciò che l’acqua è per il corpo».
(Mario Soldati, scrittore torinese, 1906-1999)

Degustare il vino

Le caratteristiche di un vino sono percepite con la degustazione, che determina le caratteristiche organolettiche attraverso l’assaggio. Specifiche organizzazioni che si occupano di vino hanno elaborato i metodi di degustazione, che sostanzialmente prevedono un esame gustativo.
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Secolare tradizione e annuale festival a L’Aquila con Il Pianeta Maldicenza. Con il mese di gennaio e la ricorrenza di Sant’Agnese, torna l’antica tradizione aquilana della “Maldicenza”. Per i non aquilani è necessario fare una premessa esplicativa sulla “Maldicenza”, questa strana forma di “virtù civica” del “dire il male”. La festa di Sant’Agnese, solennità popolare tutta laica che ha il suo apice il 21 gennaio di ogni anno, non ha nulla a che fare con la giovane vergine martirizzata a Roma nell’anno 250 d.C., se non per il fatto – come racconta lo storico aquilano Amedeo Esposito in un suo libro sull’argomento – che in un monastero dedicato alla santa, sito nei pressi di Porta Branconia, venivano ...

 ospitate le “malmaritate”, donne da redimere che di giorno prestavano servizio in umili faccende domestiche nelle dimore dei signori e potenti della città, mentre a sera rientravano in monastero dove avevano ospizio. Ma il 21 gennaio, giorno della festività religiosa e canonica di Sant’Agnese, era proibito lavorare. Le malmaritate si ritrovavano nelle bettole e nei fondaci della città, insieme al popolo minuto, per dire il male fatto dai potenti presso i quali erano in servizio, mentre critiche verso il potere civile costituito non erano consentite, pena l’esilio perpetuo e il taglio della lingua, in osservanza all’editto vescovile del 1430.

Dunque questa strana festa aquilana ha elevato per secoli la maldicenza a “virtù civica”, rifuggendo dal pettegolezzo, ed esprimendosi con una critica fortemente mordace, sincera e costruttiva, con spiccate venature d’ironia nel dire la verità in piena libertà. Insomma, è stato per secoli un altro degli elementi della forte impronta libertaria degli aquilani, dello spirito autonomistico e ribelle della città fondata nel 1254 con il concorso, secondo la tradizione, di 99 Castelli - un’ottantina in verità – di un vasto territorio. La festa, tramandata nei secoli attraverso le confraternite popolari, nell’Ottocento si arricchì anche con circoli borghesi e nobili. Il regime fascista, che vietò tale tradizione temendone lo spirito libertario, ne oscurò storia e consuetudine senza peraltro riuscire a distruggerla. Che infatti riprese nel 1959 con la rinascita della Confraternita dei Devoti di Sant’Agnese Sancta Agnes Garrulorum Praesidium, intorno alla quale si sono poi costituite quasi duecento confraternite, intus ed extra moenia, le quali in gennaio si riuniscono intorno a tavole lautamente imbandite “maldicendo”, ossia dicendo “male del male” secondo l’atavica tradizione aquilana, e per eleggere priori, badesse e numerose altre colorite cariche per l’anno sociale. Da alcuni anni la tradizione agnesina, con l’impulso determinante della Confraternita dei Devoti di Sant’Agnese e delle principali istituzioni culturali aquilane, è assurta a nuovo fulgore nel Festival “Il Pianeta Maldicenza”, con convegni, spettacoli e premi letterari, nonché con il conferimento della Targa Socrates Parresiastes ad insigni personalità che si sono particolarmente distinte, nel dire e nell’agire, nell’eroica virtù della parresia. Ed è così che la singolare tradizione aquilana della Maldicenza agnesina, fino a non molti anni fa conosciuta solo a L’Aquila e nell’immediato contado, sta destando sempre più largamente curiosità ed interesse, in Italia ma anche all’estero. (Goffredo Palmerini)

Le parole del vino

ALAMBICCO - Strumento utilizzato per la distillazione.

CORPOSO – Vino robusto con un buon tenore di alcol, sapore e colore armonicamente strutturati.

D.O.C.G. - Vino a Denominazione di origine controllata e garantita. La qualifica si attribuisce a quei vini già a D.O.C, che, oltre ad avere speciali pregi organolettici, abbiano acquisito una particolare fama. E' la massima qualificazione prevista.

«Donna che beve»

«Donna che beve il vino» è uno dei dipinti più suggestivi di Gerard Ter Borch, il pittore secentesco olandese che subì profondamente l’influenza di Rembrandt, di Van Dyck e dei pittori italiani. Ter Borch (Zwolle 1617 – Deventer 1681) fu un raffinato ritrattista e illustrò soprattutto la vita intima della borghesia ... - LEGGI TUTTO

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