


«Sempre pronto a una nuova idea e a un antico vino».
(Bertold Brecht, drammaturgo tedesco, 1898-1956)

Ci sono anche paesaggi toscani e sardi, in «Mondovino», il film in concorso al 57esimo Festival di Cannes che parla dell’impatto della globalizzazione sulle regioni produttrici di vino. Con scenari dell’Argentina, della Francia e degli States scorrono immagini girate tra Firenze e Bolgheri, terra dei “supertuscans” ... - LEGGI TUTTO


Tra grandi storie musicali, capolavori senza tempo e nuove contaminazioni artistiche, prosegue sotto le stelle il Festival Lirico all’Arena di Verona. Verdi e Puccini sono i grandi protagonisti della 103ª edizione, ma il cartellone 2026 ha saputo ampliare ancora una volta i confini dello spettacolo, accostando alla grande lirica la danza internazionale, la musica sinfonica e le più innovative esperienze immersive.
Non sono mancati, infatti, appuntamenti ormai attesi come la grande danza internazionale di Roberto Bolle and Friends e i Carmina Burana. Balich Wonder Studio è tornato all’Arena con una nuova creazione, presentata in anteprima mondiale: Paganini Paradise. Superlive Immersive Concert, un progetto che unisce il virtuosismo di Niccolò Paganini alla tecnologia e a una dimensione ispirata al Paradiso, inteso come luogo del sublime, della rivelazione e della meraviglia.
Anche quest’anno è tornato Viva Vivaldi. The Four Seasons Immersive Concert, coproduzione tra Fondazione Arena di Verona e Balich Wonder Studio. E il 25 e 26 agosto il Teatro Romano di Verona ospiterà nuovamente Zorba il greco di Mikis Theodorakis, altro appuntamento dedicato alla danza e alla musica.
La parte conclusiva del Festival propone ancora alcuni dei titoli più amati del cartellone 2026. Turandot di Puccini tornerà in scena il 27 agosto, il 3 e l’11 settembre; Nabucco di Verdi sarà rappresentato il 28 agosto e il 9 settembre; Aida, nella storica e memorabile edizione firmata da Franco Zeffirelli, è in programma il 30 agosto, il 4 e il 10 settembre.
La Traviata, invece, tornerà il 29 agosto e il 5 settembre e sarà anche l’opera incaricata di chiudere il Festival il 12 settembre, dopo averne inaugurato la 103ª edizione con due rappresentazioni.
Nei giorni scorsi abbiamo avuto l’opportunità di assistere proprio a La Traviata, proposta in una nuova produzione nata dalla collaborazione con il Moulin Rouge. Un allestimento monumentale e inedito trasporta il capolavoro di Giuseppe Verdi nella Parigi della Belle Époque, immergendolo nelle atmosfere travolgenti del celebre cabaret parigino.
È la prima volta che due simboli dello spettacolo internazionale come l’Arena di Verona, tempio della lirica all’aperto, e il Moulin Rouge, uno dei luoghi più iconici della capitale francese, intrecciano le proprie identità artistiche in un unico progetto. La nuova produzione porta la firma del regista scozzese Paul Curran, con le scene di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti e le luci di Fabio Barettin.
I grandi spazi dell’Arena diventano così il palcoscenico di un incontro tra opera e cabaret, tradizione e innovazione, Verona e Parigi. Un dialogo artistico che offre una nuova dimensione visiva alla vicenda di Violetta Valéry e Alfredo Germont.
La collaborazione internazionale era stata presentata proprio a Parigi da Fondazione Arena di Verona e Moulin Rouge. Sotto il celebre mulino rosso, che dal 1889 illumina Montmartre, è stata illustrata la visione della nuova Traviata firmata da Paul Curran.
È nella Parigi dei primi decenni del Novecento, capitale culturale internazionale, crocevia di artisti, intellettuali e nuove idee, che emerge la figura di Violetta Valéry. Donna intelligente, raffinata e affascinante, Violetta vive sotto i riflettori di una società che osserva, giudica e alimenta il pettegolezzo.
Nel nuovo allestimento il Moulin Rouge diventa il luogo dell’incontro con Alfredo, giovane innamorato che riesce a conquistare il cuore della protagonista. Da quel momento prende forma una storia d’amore destinata a confrontarsi con la malattia, il sacrificio e il perbenismo della società borghese.
La musica di Verdi conserva tutta la sua forza drammatica e sentimentale, mentre l’imponente macchina scenica dell’Arena amplifica la dimensione spettacolare della vicenda. Il risultato è un ponte ideale tra due città e due mondi dello spettacolo, uniti dalla capacità di emozionare il pubblico.
Mentre il calendario 2026 si avvia verso il gran finale, l’Arena guarda già alla prossima stagione. La 104ª edizione del Festival Lirico si aprirà eccezionalmente con un grande concerto sinfonico-corale dedicato alla Nona Sinfonia di Beethoven, in occasione del bicentenario del compositore di Bonn.
Ma la novità più attesa sarà il ritorno del balletto in Arena dopo 34 anni. Nel 2027 sono previste quattro recite di Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev, nella città che Shakespeare ha scelto come teatro della più celebre storia d’amore di tutti i tempi.
Il nuovo calendario proporrà inoltre cinque produzioni d’opera, con il ritorno di alcuni degli allestimenti più recenti della storia del Festival, nel segno soprattutto di Giuseppe Verdi.
Tornerà La Traviata firmata da Paul Curran, mentre Nabucco sarà riproposto nell’allestimento di Stefano Poda. Doppio appuntamento con Aida: da una parte la storica produzione di Gianfranco de Bosio, ispirata al primo allestimento areniano del 1913; dall’altra l’edizione “di cristallo” realizzata da Stefano Poda per il centesimo Festival.
Tornerà infine Carmen di Georges Bizet nel sontuoso allestimento di Franco Zeffirelli, una delle produzioni più celebri e longeve dell’Arena, capace di conquistare il pubblico internazionale.
Intanto, l’estate lirica del 2026 continua. Fino al 12 settembre l’Arena sarà ancora illuminata dalle sue grandi scene e dalle voci dei protagonisti. Poi calerà il sipario, lasciando a chi ha avuto la fortuna di vivere queste serate sotto le stelle il ricordo di spettacoli grandiosi e di quelle emozioni profonde che soltanto la musica, la lirica e l’Arena di Verona sanno regalare. (Jocelyne Montoya)
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Tra i brani della musica classica legati al vino c’è la celebre romanza della Cavalleria Rusticana, con l’ultimo canto di Turiddu, che lascia la madre prima della sfida a duello con Alfio, il marito tradito della bella Lola. Le note di Pietro Mascagni Viva il vino spumeggiante / nel bicchiere scintillante / come il riso dell'amante… sono un canto struggente spesso riproposto nei più importanti palcoscenici del mondo. L’inno al vino è preceduto da Mamma, quel vino, il dialogo fra Turiddu e la mamma prima della fatale partenza.
La romanza propone il congedo struggente dalla persona più cara, prevedendo ...
(Clicca sull'immagine per ascoltare il brano da Youtube)
Leggi tutto: «Viva il vino spumeggiante» nella Cavalleria Rusticana
La fermentazione del vino può produrre anidride carbonica, che genera la caratteristica schiuma negli spumanti. La leggenda fa derivare lo spumante dallo champagne, che nel Settecento sarebbe stato prodotto in Francia dal monaco Dom Pierre Pérignon nell'abbazia di Hautvillers. In realtà già in precedenza potrebbe essere stato prodotto vino spumante e proprio in Italia, se venisse confermata la tesi di coloro che si rifanno al trattato di un medico di Fabriano, Francesco Scacchi, che nel 1622 scrisse un’opera dal titolo De salubri potu dissertatio, in cui si parla ...
Un rito suggestivo in grandi occasioni è l'apertura di una bottiglia con un colpo di sciabola. Una bottiglia può essere stappata senza particolari precauzioni nel caso non presenti particelle sedimentate sul fondo. Se sono presenti dei depositi, con un gesto lento occorre mettere la bottiglia verticalmente e lasciarla per un giorno intero prima di aprirla. Con un tagliacapsula o con la lama del cavatappi si taglia e rimuove la capsula di protezione del tappo sul ...
Leggi tutto: Anche un colpo di sciabola per stappare una bottiglia
Ci sono anche paesaggi toscani e sardi, in Mondovino, il film in concorso al 57esimo Festival di Cannes che parla dell’impatto della globalizzazione sulle regioni produttrici di vino. Con scenari dell’Argentina, della Francia e degli States scorrono immagini girate tra Firenze e Bolgheri, terra dei supertuscans molto apprezzati dalla critica internazionale, e paesaggi di Bosa in provincia di Oristano, dove si produce tradizionalmente in modeste quantità la Malvasia di Bosa.
La globalizzazione non risparmia nulla e nessuno, sfociando nel cinismo affaristico ...
Leggi tutto: Cinema e vino: «Mondovino», la guerra del gusto
Le caratteristiche di un vino sono percepite con la degustazione, che determina le caratteristiche organolettiche attraverso l’assaggio. Specifiche organizzazioni che si occupano di vino hanno elaborato i metodi di degustazione, che sostanzialmente prevedono un esame visivo, un esame olfattivo e un esame gustativo.
L'analisi visiva è la prima tappa dell'analisi organolettica e fornisce le prime informazioni che possono essere confermate o meno dalle fasi successive. Lo ...
Leggi tutto: La degustazione del vino: tra sguardi, aroma e gusto
Una forte attenzione alla genuinità e alla naturalità ed è nata l’associazione Vino libero. Promotore dell’iniziativa è Oscar Farinetti, il creatore di Eataly e uno dei simboli dell’italianità nel mondo. A Vino libero hanno aderito inizialmente dodici produttori vinicoli e una distilleria di sette diverse regioni, che hanno scelto la filosofia produttiva mirante a una vitivinicoltura “naturale”: il progetto è di liberare la produzione di vino da diserbanti, concimi chimici e troppi solfiti, nel rispetto di un rigido disciplinare. L’impegno si estende anche al mondo che circonda il vino e mira a eliminare ...
Leggi tutto: «Vino libero» per una vitivinicoltura “naturale”
Sarà il più grande evento dedicato all’Opera mai realizzato fino ad ora. Venerdì 7 giugno, l’Arena di Verona ospiterà il Gala internazionale La Grande Opera italiana Patrimonio dell’Umanità. L’evento, promosso dal Ministero della Cultura e realizzato in collaborazione con la Fondazione Arena di Verona ha subito messo a segno un risultato incredibile: qualche ora dopo l’annuncio di Amadeus durante il Festival di Sanremo, erano già stati venduti oltre 1500 biglietti. Con un picco di contatti web senza ...
Leggi tutto: All’Arena «L'Opera italiana Patrimonio dell’Umanità»

FINE - Vino armonico nel gusto ed elegante nel profumo.
GOUDRON – Termine francese che significa catrame, indica il profumo caratteristico di grandi vini rossi invecchiati, come il Barolo.
RUVIDO - Vino giovane appena spillato, con sospensione di sostanze solide.
Il Medioevo è un’epoca di grande splendore per il vino e la viticoltura. Nei secoli in cui non si conoscono ancora il tè, il caffè e le bevande alcoliche diffuse dopo la scoperta dell’America, il vino è un elemento importante della nutrizione perché “rende grassi e floridi, allontana i mali fisici, dà gusto alla vita, aguzza i sensi e rende ... - LEGGI TUTTO








